mercoledì 22 ottobre 2008

Se .......

Oggi sarebbe il tuo settantunesimo compleanno..

Probabilmente saresti uno di quei signori anziani, non vecchi, con i capelli grigi, che vanno a giocare a bocce al parco tutti i giorni e che si trovano seduti al tavolino di un bar di paese con davanti un bicchiere di vino. Non vivresti a Torino, ne sono sicuro. Vivresti a Coazze. Saresti tornato lì il giorno stesso della tua pensione.. Saresti tornato a vivere nel posto che amavi di più al mondo. Il tuo rifugio dalla frenesia della città in cui fuggivi ogni volta che il tempo te ne dava la possibilità. Avresti un orto e un cane e continueresti ad usare quel filo di voce e quei rari sorrisi che vagamente ricordo.

Ma una mattina di novembre di 24 anni fa tutto questo è diventato "se"...

Davanti agli occhi assonnati di un bimbo troppo piccolo per capire, ti sei spento, da un momento all’ altro.
Un bimbo che non ha versato una sola lacrima in quei giorni così bui, protetto dall’ innocente inconsapevolezza del significato della morte. Ci sono voluti anni perchè potesse rendersi conto di quanto fosse dolorosa e profonda la perdita subita. Ha dovuto vivere la mancanza di un riferimento, di una persona con cui condividere e contro cui combattere nel pieno dell’adolescenza. Ha dovuto paragonare la propria vita a quella dei suoi coetanei e scoprire che ne sarebbe mancato per sempre un pezzo importante.
E’ cresciuto portandosi dietro pochi ricordi, scatti sfocati di una persona vissuta troppo poco per vedere realizzati i propri piccoli desideri ma abbastanza a lungo per permettere a quel bimbo di capirla almeno un po'.
Quasi a voler lasciare una traccia, sono cresciuti in quel bimbo lo stessa passione per la montagna, lo stesso desiderio di silenzio e pace che riuscivi a trovare solo nei posti che amavi, lo stesso amore per le cose semplici e spontanee. Tracce indelebili, lasciate per dimostrare che può esistere la continuità tra padre e figlio, anche a dispetto di una morte prematura e ingiusta.

Buon compleanno papà…

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Ho letto il tuo Blog ed ho compreso....

"L'eternità di un genitore sono i suoi figli", non è una frase mia, ma mai come in questo caso credo sia corretta.

Leggendo quello che hai scritto mi sono reso conto che siamo veramente noi a donare l'eternità ai nostri genitori: i nostri sogni, le nostre passioni, i nostri atteggiamenti, la nostra predisposizione nei confronti della vita, ci sono state senza dubbio veicolate dai nostri genitori e tramite noi perdurano nel tempo...

... non è la quantità di tempo che abbiamo trascorso con loro che cambia la natura e la qualità del rapporto che ci lega..

Siamo chiamati, ogni giorno, a partecipare attivamente a quella che non è solo la nostra vita, vissuta singolarmente, ma è parte di una vita collettiva che arriva dal nostro passato e della quale siamo co-partecipi, per quanto riguarda il traghettare noi stessi ed i nostri discendenti verso il futuro.

E' in quest'ottica e con questa consapevolezza che anch'io, oggi e quì, con la mia precisa collocazione spazio-temporale, voglio fare gli auguri a tuo padre.

Non ho certo bisogno di illustrarti quale sia la mia fede religiosa, ed è per questo che non mi dilungo in spiegazioni, ma con tutta sincerità, poichè ho certezza che tutte le nostre azioni ed i nostri sentimenti siano ben noti presso il Signore (sebbene non sia sempre vero il contrario), ti auguro, in questo giorno, di realizzare la cosa più grande che un genitore possa desiderare per suo figlio...


..che un giorno, anche questi, diventi genitore a sua volta..


Gianluca

Anonimo ha detto...

Dover postare un commento dopo quello di Gianluca l'è dura, ma come promesso non mi tiro indietro....

L'articolo che hai scritto parla da solo, però mi sento di dire che Tuo Padre ovunque lui sia, ti guarda e ti sta vicino e non puo che essere fiero di avere un figlio come te!

Un abbraccio sincero

Il tuo amico
jack

Anonimo ha detto...

Non ti conoscevo cosi' Candido...si scopre sempre qualcosa.

Valerione

Anonimo ha detto...

Candido,
sono tornata dalla Germania e son venuta a trovarti sul sito, ed ho letto ciò che hai scritto a tuo papà. Credo di aver sentito e compreso meglio di tutte le poche volte che me ne hai parlato, aver sentito e compreso l’amore per lui che ti resta dentro al cuore, anche se con lui non sei cresciuto. Ma, a quanto pare, tu gli assomigli, hai i suoi interessi e le sue passioni; tu hai sempre portato il suo anello al collo e per me questo ha sempre avuto un grande significato.
Sarà stato più difficile senza papà, ma tutto ci serve per sopravvivere….
Un abbraccio, caro Candido.

Luisa

Anonimo ha detto...

... CHE dire... ho la pelle d'oca ed una lacrima è scesa.... ma allo stesso tempo sento il cuore gonfio.... e mi rendo conto che nella mia sfortuna sono stata fortunata di aver potuto godere del mio angelo fino alla mia età anche se...........è stato il primo compleanno senza di lui... e tutti dicono è presto il dolore deve attutirsi... ma non è così ... perchè piu' passa il tempo è piu' fa male... e sempre di + sono le cose che gli avresti voluto dire .. e che avresti voluto fare!!........ E' bellissima.. complimenti!! ed ora basta se no non la smetto di piangere!!... IL LORO AMORE CI ACCOMPAGNA... ANZI NOI SIAMO IL LORO AMORE!! CON AFFETTO FEDE

Anonimo ha detto...

Oggi mi dici su messanger di fare ogni tanto un giro sul tuo blog...e in questo preciso istante mi ritrovo ad avere gli occhi lucidi.
Già... gli occhi lucidi per un padre che ha messo al mondo (insieme a mamma Santina) un figlio splendido.
Tanti anni fa mi sono ritrovata al tuo fianco davanti al suo oculo. Tante parole le ho detto e spesso gli ho anche chiesto scusa per cose che non sto qui a scrivere.
Ho ancora qualche sua foto....
Gli ho anche detto GRAZIE... e oggi glielo ripeto! GRAZIE mille... e lui sà il perchè, ne sono certa.
Un abbraccio Candido.

Anonimo ha detto...

PAPA', PADRE, PAPI, PAPILLO, PAPINO, PAPA'RAGNO,...tutte vogliono dire la stessa cosa: LUI!!! peccato che solo quando nn è più con noi capiamo quanto era importante.
Io sono molto fortunato perchè LUI è ancora vicino a me, ma solo ora che ho deciso di sposarmi ed ogni giorno che passa mi allontano sempre più dal "nido" inizio a capire quanto vale, quanto conta, sto iniziando a vederlo con occhi diversi, cerco di capire cosa e come pensa, cerco di capire cosa ci fa litigare, cerco....
...perchè nn ho cercato di farlo prima e godermelo di più...?!?!?!
con affetto Enrico

Anonimo ha detto...

Non ti conosco da molto eppure mi sono affezionata, non capita spesso, ma me ne spiego il perché leggendo che persona sei in quello che scrivi.

Tempo fa ho notato la fede che porti al collo ed ho intuito...

Gianluca ha ragione quando dice che non è la quantità di tempo che abbiamo trascorso con loro che cambia la natura e la qualità del rapporto che ci lega.
Si può vivere con qualcuno da sempre senza aver mai fatto realmente parte l'uno della vita dell'altro, senza averlo mai amato e senza essere mai stato amato come dovrebbero amarsi un padre e un figlio.
Oppure si può avere un padre accanto per troppo poco tempo, un padre però capace di insegnarti tanto e di amarti quanto altri non riescono a fare in una vita intera, un padre che sarà sempre presente anche se non c'è.

Penso sia impossibile accettare la morte di qualcuno che si ama, farà sempre soffrire. Ma se ci ha lasciato qualcosa di bello possiamo farlo rivivere. Lo porteremo sempre con noi in un anello, nei nostri pensieri, nel nostro cuore, in tutto quello che ci ha insegnato, in quello che siamo e che saremo anche grazie a lui.

Katia

Anonimo ha detto...

sono sincera, non sono assolutamente in grado di lasciare un commento all'altezza della situazione..ma.. ho letto la tua lettera.. mi ha toccato molto.. non ne sono però rimasta stupita: sei un ragazzo straordinario e questo già lo sapevo!!
un bacio
Stefania

Anonimo ha detto...

... ecco ci sarebbero molte cose da dire, ma al dolore dell'abbandono che un bimbo si vive non si può dare voce; si può solo porgergli la mano e stargli accanto per dirgli che, se vuole, lo si può guardare insime quel vuoto.
Mi piace lasciarti queste righe che ho letto di un poeta turco:
Ragazzo mio, io non ho paura di morire.
Tuttavia, ogni tanto mentre lavoro
nella solitudine della notte,
ho un sussulto nel cuore,
saziarsi della vita, figlio mio, è impossibile.
Non vivere su questa terra come un inquilino
Oppure in villeggiatura nella natura
Vivi in questo mondo
Come se fosse la casa di tuo padre
Credi al grano, alla terra, al mare
Ma soprattutto all'uomo.
Ama la nuvola la macchina il libro
Ma innanzitutto ama l'uomo
Senti infondo al tuo cuore
il dolore del ramo che secca,
della stella che si spegne,
della bestia ferita,
ma prima di tutto il dolore dell'uomo.
Godi di tutti i beni terrestri,
del sole, della pioggia e della neve,
dell'inverno e dell'estate, del buio e della luce,
ma prima di tutto godi dell'uomo.

(Nazim Hikmet)

Un'amica.
Ofelia

Anonimo ha detto...

Mi rassicura sempre pensare che una parte di noi vive nel ricordo e che quindi non moriamo mai completamente...io non credo in paradisi o inferni, ma credo nella pancia, nel cuore e nel cervello: qui c'è tutto quello che serve per portare sempre con noi la sicurezza del passato.
So, per motivi strettamente personali, che sarai un padre e un compagno magnifico!
Ti voglio bene
S.